
La fisica per strada
Scoprire la fisica in automobile e in motocicletta
Le curve in planimetria stradale
Sono moltissimi i fattori da tenere in considerazione quando si progettano le planimetrie delle strade. Nel caso particolare dei tratti curvilinei, gli ingegneri pianificano di utilizzare un profilo che consenta una buona tenuta sulla strada evitando sbandamenti, una buona visibilità e un ingresso graduale in curva.
Se si passa da un tratto di strada rettilineo a una curva di profilo circolare, il guidatore passa da una curvatura nulla, in cui il volante è tenuto diritto, a una curvatura costante pari a 1/rc. Il cambiamento avviene istantaneamente, quindi egli deve ruotare bruscamente il volante fino a raggiungere l'angolo di rotazione desiderato. Questo inconveniente è tanto maggiore quanto più la curva è stretta.
Una volta raggiunto il giusto angolo di curvatura, se il profilo è circolare e il guidatore segue la linea ideale, il volante può essere tenuto fisso fino all'uscita dalla curva. Per risolvere il problema della discontinuità della curvatura si è pensato di raccordare i due tratti di strada considerati con una curva di transizione, la cui curvatura aumenti proporzionalmente alla distanza percorsa. La curva che ha questa proprietà è chiamata clotoide ed è largamente utilizzata nella progettazione delle strade.
Utilizzando la clotoide come tratto di congiunzione tra la strada rettilinea e la curva circolare, il guidatore potrà ruotare il volante con velocità angolare costante fino a raggiungere la curvatura necessaria per affrontare il tratto circolare.



La clotoide. In rosso il tratto utilizzato nella planimetria stradale